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Fatti
01 giugno 2017 - Estri - Libia - Panorama
E l’ufficiale confessa: “Noi, ostacolati dalle Ong”
Il 28 maggio solo dalla nave «Vos Prudence»  di Medici senza frontiere sono sbarcati a Napoli 1.449 migranti. L’ong si è scagliata contro  «il comportamento aggressivo» della guardia costiera libica, che ha sparato in aria nel tentativo di fermare i gommoni partiti dalla Libia. Panorama ha rintracciato il colonnello Abojeelah Hammar responsabile del porto di Tajura, vicino a Tripoli, che ha partecipato all’operazione. «Abbiamo sparato alcuni colpi non contro i migranti, che sono dei poveri disgraziati vessati dai trafficanti di uomini, ma per controllare la situazione sui gommoni stracolmi di gente, che rischiava di degenerare» spiega l’ufficiale della guardia costiera libica.
E aggiunge: «Il problema  è che le ong interferiscono con il nostro lavoro.  Le loro navi sono  un incoraggiamento all’immigrazione clandestina. È come se lanciassero il messaggio: “Venite, vi aspettiamo per portarvi in Italia”». Secondo il colonnello Abojeelah, «è ovvio che i migranti si ribellano quando arriviamo.
Se li recuperiamo noi, devono tornare in Libia. Se invece vengono imbarcati dalle navi delle ong, raggiungono il loro obiettivo». E il comandante rivela: «Ho visto trafficanti armati su piccole imbarcazioni che scortavano i gommoni con i migranti nella direzione delle navi umanitarie. Non posso dire di avere prove, ma la mia sensazione è che ci sia una specie di cooperazione fra  i trafficanti e le ong».
(F.Bil.)

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