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Articolo
14 gennaio 2026 - Attualità - Mondo - Il Giornale |
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| Il 2025, l’anno nero dei cristiani “Ad Aleppo viviamo fra due fuochi” |
Fausto Biloslavo “Siamo fra due fuochi con razzi e granate che piombano sui nostri quartieri” è il grido disperato dei cristiani di Aleppo offuscato dal Venezuela e dall’Iran. Un tassello del dramma di tanti fratelli nel mondo, che riflette il rapporto annuale di Porte aperte, presentato oggi, sui 50 paesi dove chi crede in Gesù è sotto tiro. Dal 6 gennaio le forze governative del “talebuono”, Ahmad Sharaa, hanno scatenato un’offensiva nei quartieri roccaforte dei curdi ad Aleppo. Battaglia feroce con droni e armi pesanti, dopo la mancata integrazione dei curdi dell’Sdf, le Forze democratiche siriane, nel nuovo esercito di Damasco. Diecimila civili sono sfollati e stanno rientrando grazie ad una fragile tregua. “Chiediamo la vostra solidarietà, il sostegno e che la voce di Aleppo non venga dimenticata” è l’appello di padre Bahjat Karakach, parroco della chiesa di san Francesco d’Assisi nella Milano siriana. Nel rapporto di Porte aperte sulla persecuzione dei cristiani nel mondo la Siria è, purtroppo, “la vera sorpresa”. Un anno dopo la caduta del regime di Assad il paese è passato dal 18imo al sesto posto nella lista nera delle violenze contro i cristiani. Le vittime per la loro fede sono 27 e si registrano attacchi e atti vandalici nei confronti delle chiese. Non mancano “chiusure di scuole, imposizione della jizya (la tassa della sharia per gli infedeli nda) e propaganda islamica anticristiana”. La comunità si è ridotta a 300mila anime. Solo ad Aleppo erano 150mila prima della guerra civile e adesso sono ridotti a 30mila. Nel 2025 almeno 1.250.000 cristiani nel mondo sono stati costretti a lasciare le proprie case come sfollati o a fuggire all’estero. “Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza: 1 cristiano su 7 patisce discriminazione o persecuzione a causa della sua fede - evidenzia Cristian Nani, direttore di Porte aperte in Italia - è cruciale tornare a parlare di libertà religiosa nel dibattito pubblico”. La Corea del Nord rimane da 24 anni, a parte il 2022, in cima alla lista nera dei paesi dove la persecuzione è peggiore. Il regime adotta la tolleranza zero: tra i 50 e i 70 mila cristiani sono rinchiusi nei campi di lavori forzati. Subito dopo “i paesi con un punteggio massimo nella violenza sono tutti africani” a cominciare dalla Nigeria con il numero maggiore di vittime (3490). Nelle prime 5 posizioni ci sono 3 nazioni fortemente islamiche: Somalia, Yemen e Sudan. In Eritrea, al quinto posto, soprannominata la “Corea del Nord africana”, sono state confiscate “decine di proprietà di cristiani, tra cui chiese domestiche, scuole, piccole imprese e centri comunitari”. L’indipendenza religiosa viene identificata come dissenso politico. In Iran, Afghanistan e puree l’India la situazione per i cristiani continua a peggiorare rispetto al 2024. I numeri globali fanno tremare i polsi: 388 milioni di cristiani subiscono persecuzione o discriminazione per la scelta religiosa. Dall’Africa al Myanmar si registrano 4849 uccisioni, 3302 cristiani rapiti, 5202 abusati sessualmente, 4712 arrestati e quasi 30mila case, negozi e chiese attaccati o ridotti in cenere. Nani accende i riflettori sulla “persecuzione” di genere sottolinenando il dato di “201 milioni di donne e bambine cristiane, che sperimentano l’odio e l’intolleranza a causa di una libera scelta di fede. Crescono gli abusi, le segregazioni domestiche, come arma per piegare la loro volontà”. |
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12 ottobre 2017 | Tele Capodistria | reportage
Gli occhi della guerra
"Gli occhi della guerra" sarà questo il tema della prossima puntata di Shaker, in onda venerdì 13 ottobre alle ore 20.
Nostro ospite FAUSTO BILOSLAVO, giornalista di guerra che, in oltre 35 anni, ha vissuto e raccontato in prima persona la situazione su tutti i fronti più caldi: Libano, Afghanistan, Iran, Iraq, ex Jugoslavia... e ultimamente Ucraina, Libia, Siria...
Cosa vuol dire fare il reporter di guerra? Com'è cambiato questo "mestiere"? Perchè è ancora così importante? Come mai tanti giovani vogliono farlo? Quali consigli dargli?
Tante le domande cui cercheremo di dare risposta.
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18 ottobre 2019 | Sna | reportage
100 anni degli agenti di assicurazione
Il palco del Centenario Sna ha accolto anche Fausto Biloslavo, oggi certamente il più famoso e tenace reporter di guerra. Attraverso fotografie e filmati tratti dai suoi reportage nelle zone dei conflitti, Biloslavo ha raccontato la sua vicenda professionale, vissuta fra pericoli e situazioni al limite del disumano, testimonianfo anche l’orrore patito dalle popolazioni colpite dalla guerra. Affrontando il tema del coraggio, ha parlato del suo, che nonostante la quotidiana esposizione della sua vita a rischi estremi gli permette di non rinunciare a testimoniare la guerra e le sue tragiche e crudeli conseguenze. Ma il coraggio è anche di chi la guerra la subisce, diventando strumento per l’affermazione violenta delle ragioni di parte, ma non vuole rinunciare alla vita, alla speranza. E lottare per sopravvivere richiede grande coraggio.
Sebbene possa sembrare un parallelo azzardato, lo stesso Biloslavo, spiega che il coraggio è sostenuto dalla passione, elemento necessario in ogni attività, in quella del reporter di guerra come in quella dell’agente di assicurazione.
Il coraggio serve per cominciare da zero, ma anche per rialzarsi quando si è colpiti dalle difficoltà o per adattarsi ai cambiamenti, è il messaggio di Biloslavo alla platea del Centenario.
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16 giugno 2016 | Tgcom24 | reportage
Gli occhi della guerra, l’arte imperitura del reportage
Presentazione Gli occhi della guerra e del documentario "Profughi dimenticati" dal nord dell'iraq
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radio

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25 agosto 2010 | Radio 24 | intervento |
Mondo
Professione: Reporter di guerra
"NESSUN LUOGO E' LONTANO" è il nuovo programma di approfondimento di esteri di Radio 24. Giampaolo Musumeci parla della professione reporter. Come si racconta la guerra? Esiste un modo giusto? Come si fa il giornalista di guerra e come è cambiato il mestiere? Le testimonianze di chi lo ha fatto per anni e chi lo fa tuttora.
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20 ottobre 2009 | Radio Uno | intervento |
Mondo
Rassegna stampa - Ultime da Babele
Cmmento ai giornali fra il mito del posto fisso ed i problemi del Medio Oriente.
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14 gennaio 2019 | Peter Pan Radio Rai FVG | intervento |
Mondo
I bambini e la guerra
In 35 anni di reportage i drammi dei bambini, le vittime innocenti dei conflitti
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22 ottobre 2009 | Radio24 | intervento |
Mondo
Libertà di stampa
In Italia la libertà di stampa è
sempre più in pericolo per colpa del
solito Cavalierenero,mentregli Stati
Uniti fanno unbalzo in avanti graziealnuovomessiademocraticoBarack
Obama. Lo stabilisce l’annuale
rapportodiReporterssansfrontières,
i giornalisticonil nasino all’insùche
considerano l’Italia alla stregua di
Bielorussia e Zimbabwe. Politicamentecorretti,
hannoelevatogliStati
Uniti dal 40˚ posto al 20˚, solo perché
non c’è più George W. Bush. E
declassato l’Italia al 49˚. Obama ha
incassato un Nobel per la pace preventivoeconquistatol’aureola
della
libertà di stampa.Nonche negli Usa
mancasse, ma è curioso che il 15
maggio proprio i Reporter senza
frontiere (Rsf) lanciavano strali contro
il nuovo inquilino della Casa
Bianca. «L’organizzazione è delusa
dalladecisionedelpresidente(Obama)
diporreilvetosullapubblicazione
delle 44 fotografie che ritraggono
l’esercitoamericanomentreabusae
torturai prigionieriafghanieiracheni
», si legge inuncomunicato di Rsf.
Jean-Francois Julliard, segretario
generalediRsf,ammettechenelbalzoinavantidegliUsahacontato
«l’effetto
Obama». Peccato che la Casa
Biancastiasparandocannonateverbalicontrola
tvFoxNewsreadicriticare
il presidente. «Non è più un organo
di informazione», «li tratteremocome
un partito d’opposizione»
hanno tuonato i portavoce. La Fox è
da tempo esclusa dalle interviste ad
Obama, limitata nell’accesso alle
fonti governative e ai suoi giornalisti
vengononegate ledomandedurantegliincontriconlastampaallaCasa
Bianca. L’editore dell’agguerrita tv è
RupertMurdoch.Rsfnonsimobilita
moltoper lasuaFoxnegli Usa,main
Italialodifende,considerandolominacciato
da Silvio Berlusconi.
Sui 175 Paesi nella classifica sulla
libertà di stampa siamo scivolati dal
35˚postodel 2007,quandoc’eraRomanoProdi,
al44˚delloscorsoanno
e al 49˚ odierno.Unabocciatura che
nonsi capisce benecomesalti fuori.
Nella classifica l’Italia si è beccata
12,4 voti negativi. I voti si basano su
un questionario, che è stato consegnato
a diverse decine di giornalisti,
professoriuniversitari,attivistideidirittiumanieavvocatidelnostroPaese.
Nonostante le richieste del Giornale
la lista dei «giurati» è segreta.
Peroraanchele12,4bacchettatesulla
libertà di stampa non sono state
ufficializzate. Sfogliando il facsimile
delquestionarioèovviocheinItaliai
giornalistinonvengonoammazzati,
torturatiosbattutiincarcerebuttandovia
la chiave.Comeaccadein Eritrea,
inTurkmenistaneinIran,gliultimi
tre Paesi della classifica di Rsf.
Nonèmaicapitatocheleforzearmateoilgoverno
abbianochiusoconla
forza giornali o televisioni, come si
chiede nel questionario.
SecondoRsf«lepressionidelCavaliere
sui media, le crescenti ingerenze
», ma pure «le violenze di mafia
controi giornalisticherivelano le attività
di quest’ultima eundisegno di
legge che ridurrebbe drasticamente
lapossibilitàperimediadipubblicareleintercettazionitelefoniche,
spiegano
perché l’Italia perda posizioni
per il secondo anno consecutivo».
Julliard, capoccia dell’organizzazione,
avevagiàannunciatoildeclassamento
in occasione della manifestazione
sulla libertà di stampa del 3
ottobre scorso a Roma. Al fianco di
SabinaGuzzanti,lacomicaantiCav,
minacciò:«Troppepressionisuimedia,
SilvioBerlusconirischiadi finire
nella lista dei predatori della libertà
di stampa» come la mafia. «L’Italia
nonguadagneràcertoposizioni»,avvertì.
Il preveggente francese ha però
sbagliato qualche calcolo. Il nostro
Paeseèstato retrocessoancheper le
querele miliardarie di Berlusconi a
Repubblica e altri giornali. ScorrendolaclassificadiRsfsiscoprechesiamo
stati battuti pure dal Sud Africa,
piazzato al 33˚ posto. Peccato che il
discutibile presidente sudafricano,
JacobZuma,abbia querelato perun
milione di dollari il vignettista JonathanShapiro.
Nonsolo:unprogrammasulla
satira è stato censuratodue
volte in tv,maZuma,si sa, èpiù simpatico
del Cav.
www.faustobiloslavo.eu
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06 luglio 2015 | Radio Capodistria | intervento |
Mondo
Non solo Califfato
Una panoramica della situazione internazionale e il ricordo di Franco Paticchio, grande Direttore ed Editore dimenticato
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