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28 gennaio 2009 - Esteri - Russia - Il Giornale
Eletto il nuovo patriarca della Russia Era un agente al servizio del Kgb
Il nuovo patriarca di Mosca e di
tutte le Russie è targato Kgb. Il metropolita
di Smolensk e Kaliningrad, Kirill,
eletto ieri sera, era stato ribattezzato
dal Kgb con il nome in codice
“Mikhailov”. Tutti e tre gli sfidanti
per il posto più alto della Chiesa ortodossaeranoexagenti
deldefuntoservizio
segreto sovietico. Oltre 700preti,
monacierappresentanti dellaChiesa
ortodossa russa all’estero si sono
riuniti ieri in conclave, a Mosca, per
eleggereilnuovopatriarca. Ilresponso
è stato annunciato dai 16 rintocchi
della grande campana degli zar della
cattedralediCristoSalvatore, nellacapitale
russa. Kirill,l’innovatore,haottenuto
508 voti su 677. Il precedente
patriarca, Alessio II, era spirato in dicembre.
Pure lui,comescriveva ieri il
Times di Londra, era un ex del Kgb.
Nomein codice “Drodzov” (tordo) ricevettenel1988un“
certificatod’onore”
per il servizio reso all’intelligence
sovietica. Nonostante il reclutamento,
durante il regimecomunista, è stato
proprio Alessio II, nominato nel
1990 alla vigilia del crollo dell’Urss, a
far rinascere la Chiesa ortodossa e la
religiosità in Russia.
Konstantin Kharcev, capo del Consiglio
degli affari religiosi sovietici
dal 1984 al 1989, ha dichiarato che la
Chiesa ortodossa era rigorosamente
controllata dal comitato centrale del
Partito comunista e dal Kgb. A. Shushpanov,
unagenteoperativo,haraccontato
come il dipartimento per gli
affari ecclesiastici all’estero era completamentenellemanidel
serviziosovietico.
Kirill, 62 anni, ha fatto carriera
in questo dipartimento, diventando
“ministro degli Esteri” della Chiesa
ortodossa russa. Per questo il Kgb
l’ha reclutato dandogli il nome in codice
“Mikhailov”. Paladino del dialogo
con il Vaticano (che ha dichiarato
di conoscere e «apprezzare» il nuovo
patriarca), è unabile telepredicatore.
Il suo vero nome è Vladimir Gundiaiev.
Quando ricopriva incarichi di rilievo
nel dipartimento estero della
Chiesa ortodossa tutti i contatti con
gli stranieri venivano autorizzati dal
Kgb. Le copie dei documenti con il
mondoesterno finivano negli archivi
dei servizi sovietici, secondo una
prassi consolidata.
Nel conclave lo ha sfidato il metropolita
Kliment di Kaluga e di Borovsk.
Cultore conservatore della tradizione
e ancora più vicino di Kirill al
Cremlino. Le accuse di aver lavorato
per il Kgb sono meno circostanziate,
ma secondo il Times il metropolita
vennereclutato con ilnomein codice
“Topazio”. Fra il 1970 ed il 1972 servì
nell’Armata rossa ed una volta fatta
carriera nella chiesa visitò il Canadae
gliStati Uniti.AntonineNiviere, direttore
dell’Agenzia stampa ortodossa a
Parigi, lo descriveva come «un uomo
nell’ombra del sistema». Il metropolita
Filaret della costola bielorussa degli
ortodossi era il terzo candidato alla
carica di patriarca, ma si è ritirato
all’ultimo minuto appoggiando Kirill.
Anche Filaret venne reclutato dal
Kgb con il nome in codice “Ostrovskii”.
Negli anni Ottanta era lui il ministro
degli Esteri della chiesa, fino
alla successione di Kirill nel 1989. Felix
Corley, di Forum 18, dirige un’organizzazionechemonitorizzalalibertà
religiosa. Al Times ha dichiarato
chenellaChiesaortodossa«nonpotevi
venire nominato ai livelli più alti se
noneriunuomodel Kgb».Nona caso
la chiesa di tutte le Russie ha espanso
la sua influenza grazie a Vladimir Putin,
attuale primo ministro ed ex ufficiale
del potente servizio segreto sovietico.