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Reportage
04 agosto 2011 - Esteri - Libia - Il Giornale
Missile lanciato dalla Libia sfiora una nave italiana
Tripoli Prima è stato individuato sul radar e si sono messi in allerta per abbatterlo se fosse stato neces­sario, poi l’hanno visto arrivare con dei binocoli particolari e alla fine è piombato in mare a circa due chilo­metri dalla nave militare italiana sollevando una colonna d’acqua. Missile o razzo che sia è partito dal­­le coste libiche, nella zona di Zlitan, dove si combatte e la Nato bombar­daletruppedelcolonnelloGhedda­fi «dal cielo e dal mare»,come sostie­ne il regime di Tripoli. Attacco falli­to, lancio deviato casualmente da un altro bersaglio o semplice segna­le che Gheddafi reagisce, è tutto da stabilire. Un solo dato certo: l’ordi­gno si è inabissato a poco più di un miglio dalla poppa del pattugliato­re d’altura Bersagliere. Una delle navi italiane schierata con la flotta Nato,di fronte alla Libia,per garan­tire l’embargo navale.
L’unità con 185 marinai a bordo si trovava a 18 chilometri al largo delle coste libiche, davanti al fronte di Zlitan, ad est di Tripoli. Alle 10.40 di ieri mattina scatta l’allarme.
«L’abbiamo visto arrivare, prima come traccia sul radar e poi con otti­che particolari, sempre più vicino fi­no a quando non è caduto in mare » racconta a Il Giornale il capitano di fregata Gennaro Falcone. «L’equi­paggio ha reagito prontamente con procedure di disimpegno a massi­ma velocità e manovre evasive per raggiungere una posizione di sicu­rezza, pur rimanendo in zona d’operazioni-spiega il comandan­te - Potrebbe essersi trattato di un razzo terra-terra lanciato lungo la costa e deviato dalla sua traiettoria. Escludo che la nave fosse il bersa­glio ».
Zlitan è un centro costiero a 160 chilometri da Tripoli, dove nelle ul­time 48 si sono combattute aspre battaglie.Poco più ad est c’è Misura­ta, terza città del paese, in mano ai ri­belli fin dall’inizio del conflitto. I ri­voltosi hanno sferrato un attacco perconquistareZlitan, masonosta­ti fermati dalla controffensiva degli uomini Gheddafi. Da ambo le parti ci sarebbero decine di vittime. La Nato, secondo Tripoli, bombarda le postazioni governative dal cielo e dal mare. E pure con gli elicotteri americani Apache, come ha rac­contato a Il Giornale un soldato feri­to tre giorni fa a Dafnye, il villaggio fuori Zlitan, dove corre la prima li­nea. Il portavoce governativo, Moussa Ibrahim, sottolinea che il regime «ha ancora a disposizione unvastoarsenale.Dall’iniziodique­sta g­uerra ci siamo preparati a com­battere per anni. Non sono stati an­cora utilizzati tutti i nostri missili e razzi».IlministrodellaDifesa,Igna­zio La Russa, tende ad escludere «che la nave italiana fosse l’obietti­vo ». Altre ipotesi parlano di un mis­sil­e terra aria lanciato come una gra­nata.
L’ordigno in ogni caso è piom­batoin­mezzoalmareinabissando­si a 18 chilometri dalla costa. Gli uomini di Gheddafi hanno tentato più volte di colpire la flotta della Nato utilizzando anche dei barchini esplosivi riempiti con una tonnellata di esplosivo Semtex. Non solo: le acque davanti al porto di Misurata erano disseminate di mine bonificate dalle navi dell’Alle­anza atlantica. Informazioni di in­telligence segnalavano la possibili­tà di infiltrazioni sui barconi dei clandestini di miliziani pronti a far­si saltare in aria o tirare un razzo a spalla quando si fossero avvicinate unità della Nato. Nave Bersagliere ha dato il cambio a fine luglio alla fregata Euro e fa parte di una flotta di 19 unità che garantisce l’embar­go navale. La comanda l’ammira­glio Filippo Maria Foffi imbarcato sull’unitàd’assaltoanfibiaSanGiu­sto. Dalle nostre navi i fanti di mari­na­del reggimento San Marco ispe­zionano le imbarcazioni sospette che potrebbero trasportare riforni­menti strategici verso la Libia. Nel­lo schieramento, in gran segreto, era arrivato in giugno, ma poi è rien­­trato, ancheunsommergibileitalia­no, destinato a missioni sotto costa, quelle più pericolose.
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