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Articolo
20 gennaio 2019 - Interni - Libia - Il Giornale |
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| L’avaria alla nave della Guardia costiera Sea Watch sconfina nelle acque libiche |
Fausto Biloslavo «Il mare è calmo e una nave delle Ong si trova al largo della Libia. Ovvio che i trafficanti fanno partire il loro carico umano anche allo sbaraglio. Bisogna azzerare le partenze per evitare i morti», spiega al Giornale un operativo in prima linea sul fronte migranti, che non può rivelare il suo nome per motivi di servizio. Nonostante la tragedia del gommone affondato venerdì gli stessi dati dell\'Onu confermano che i morti in mare sono nettamente diminuiti con la linea dura sugli sbarchi da Minniti a Salvini. I retroscena delle ultime convulse 48 ore al largo della Libia dimostrano ancora una volta il ruolo discutibile delle Ong. Il mare calmo ha scatenato i trafficanti. Non a caso da tre giorni è arrivata in zona Sea watch 3, nave con bandiera olandese, ma di una Ong tedesca. Per il tragico naufragio di venerdì, anche se gli umanitari hanno sparato a zero contro Roma e Tripoli, non potevano fare nulla. Per loro stessa ammissione erano troppo lontani «a 10 ore di navigazione». Quando sono arrivati sul posto non c\'era più nessuno da salvare. La Guardia costiera libica non è rimasta a guardare, ma ha subito inviato sul posto nave Gadames, una delle sue migliori unità. Purtroppo un\'avaria ha costretto il comandante a fare marcia indietro. L\'Italia ha fornito 10 motovedette a Tripoli e altre sei arriveranno assieme a 400mila euro in due anni. Però non mancano problemi tecnici e le unità operative sono sempre poche. Per questo la missione europea Sophia ha addestrato 325 marinai libici e l\'Italia prevede di formarne un migliaio. I libici stanno tamponando le partenze e anche ieri hanno riportato indietro 86 migranti. Un gommone è stato recuperato da Sea Watch, che ha fatto tutto da sola sostenendo vagamente di avere informato «le autorità competenti». Dal gommone o forse da terra hanno chiamato Alarm phone, un portale messo in piedi dai talebani dell\'accoglienza come don Mussie Zerai. Grazie alla segnalazione è decollato Moonbird, un velivolo di piloti umanitari svizzeri, che usa Malta come base. L\'aereo ha individuato il gommone e Sea Watch ha recuperato 47 migranti, 30 miglia a nord di Zwara, in zona di soccorso libica. E così si riaprirà un altro braccio di ferro con l\'Italia e Malta. Le Ong non sono più potenti come nel 2017 quando schieravano 12 navi al largo della Libia. Adesso c\'è solo Sea Watch 3, che lamenta come le unità umanitarie superstiti siano bloccate. Open Arms in Spagna per «mancato rispetto delle regole di salvataggio» e Sea Eye alla ricerca di un porto per il cambio equipaggio. Sui morti le stesse cifre dall\'Organizzazione internazionale per le migrazioni dimostrano che sono diminuiti con la linea dura varata dal governo Gentiloni e accentuata da Salvini. Nel 2014 sulla rotta del Mediterraneo centrale ci sono state 3.165 vittime. L\'anno dopo il numero è sceso di poco, ma nel 2016 quando le Ong spadroneggiavano si è arrivati al record di 4.581 morti. Il giro di vite di Minniti nel 2017 ha diminuito le partenze e di molto gli affogati (2.853). Nel 2018 il crollo degli sbarchi ha fatto diminuire i morti in mare a 1.314, il minimo storico dal 2014. |
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18 marzo 2011 | TG4 | reportage
Diario dalla Libia in fiamme
Diario dalla Libia in fiamme
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01 luglio 2019 | TG4 | reportage
#IoNonStoConCarola
“Io non sto con Carola”, la capitana trasformata in eroina per avere violato la legge. E bisognerebbe dirlo forte e chiaro per rompere questa illusione di solidarietà maggioritaria pompata ad arte dalla sinistra, da Ong talebane dell’accoglienza, una bella fetta dela Chiesa e dai pezzi da novanta del facile buonismo radical chic come Saviano, Fazio, Lerner e Murgia.
Per non parlare del governo tedesco e francese, che con una faccia di bronzo unica, ci fa la morale sulla capitana.
Ovviamente è passato sotto silenzio un sondaggio del 27 giugno su Rai3, non proprio una rete mangia migranti, che svelava come il 61% degli italiani fosse contrario all’attracco della nave Sea watch a Lampedusa, ancora prima dell’epilogo forzato deciso dalla capitana.
Se al volante della tua automobile trovi lungo la strada un carabiniere con la paletta che intima l’alt, cosa fai? Accosti e non sfondi il posto di blocco. Se speroni la macchina dell’Arma vieni rincorso armi in pugno e ti arrestano, ancor più se a bordo hai dei clandestini. E nessuno si sognerebbe di alzare un dito in tua difesa con pelose giustificazioni umanitarie.
Carola Rackete ha sfondato il blocco ordinato dal Viminale, violato la legge, speronato una motovedetta mettendo in pericolo la vita dei finanzieri a bordo e la stanno trasformando in un’eroina dei due mondi.
Non solo: da oggi potrebbe essere libera e bella.
Un mondo alla rovescia dove le Ong si sostituiscono agli stati e fanno quello che vogliono calpestando la sovranità nazionale del nostro paese.
Per non parlare del paradosso che Sea watch, grazie al polverone sollevato, ha pure incassato oltre un milione di euro con raccolte fondi in Germania e in Italia per la difesa dell’eroina dei due mondi.
Carola ha agito in stato di necessità per “salvare vite umane” sostegno i suoi fan. Ma se vogliamo salvare veramente i migranti in Libia, a cominciare da quelli rinchiusi nei centri di detenzione, dobbiamo continuare a riportarli a casa loro come sta facendo a rilento e fra mille difficoltà una delle agenzie dell’Onu, difficile da paragonare a SS moderne.
E non andarli a prendere al largo della Libia come ha fatto la capitana, che rimane indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E piuttosto che sbarcarli in Tunisia il posto più vicino a sicuro li ha portati dritta, dritta in Italia per creare un caso politico usando come paravento “le vite salvate in mare”
La dimostrazione è la pattuglia di parlamentari di sinistra salita a bordo in favore di telecamere.
L’obiettivo finale dei talebani dell’accoglienza è tornare a spalancare le porte dell’Europa agli sbarchi di massa del passato con 170mila arrivi all’anno in Italia
Non si tratta di parteggiare per Salvini o il governo, ma di smetterla di farci prendere in giro trasformando la capitana che ha violato scientemente la legge in un’eroina. Per questo gli italiani, primi fra tutti i moderati dotati di buon senso, dovrebbero dire forte e chiaro “io non sto con Carola”.
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22 agosto 2011 | TG4 | reportage
La caduta di Gheddafi
Notizie e commenti dall'Italia
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26 agosto 2011 | Radio Città Futura | intervento |
Libia
I giornalisti italiani rapiti a Tripoli
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26 aprile 2011 | Radio 101 | intervento |
Libia
Con Luxuria bomba e non bomba
Il governo italiano, dopo una telefonata fra il presidente americano Barack Obama ed il premier Silvio Berlusconi, annuncia che cominciamo a colpire nuovi obiettivi di Gheddafi. I giornali titolano: "Bombardiamo la Libia". E prima cosa facevamo? Scherzavamo con 160 missioni aeree dal 17 marzo?
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18 marzo 2011 | Radio Capodistria | intervento |
Libia
IL vaso di pandora
IL vaso di pandora
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08 marzo 2011 | Panorama | intervento |
Libia
Diario dalla Libia
Diario dalla Libia
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22 marzo 2011 | Panorama | intervento |
Libia
Diario dalla Libia
Diario dalla Libia
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