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17 maggio 2022 - Prima - Ucraina - Il Giornale
Mariupol, Azov verso la resa “Pronti a lasciare l’acciaieria”
Dall\\\'inferno dell\\\'acciaieria Azovstal a Mariupol i feriti sopravviveranno grazie ad un accordo fra russi e ucraini. Così sembrava nel pomeriggio di ieri, ma con il passare delle ore è sorto il dubbio che pure i difensori di Mariupol si starebbero avviando tutti verso l\\\'evacuazione o la resa. Una specie di giallo innescato in serata dal tenente colonnello, Denis Prokopenko, comandate degli uomini di Azov annidati nell\\\'ultimo ridotta dell\\\'acciaieria. In un sorprendente video messaggio annuncia: «I difensori di Mariupol hanno eseguito gli ordini. Nonostante tutte le difficoltà hanno respinto le forze schiaccianti del nemico per 82 giorni e hanno permesso all\\\'esercito ucraino di riorganizzarsi, addestrare più personale e ricevere armi dai Paesi partner». E poi aggiunge che «nessuna arma funzionerà senza militari professionisti, il che li rende l\\\'elemento più prezioso dell\\\'esercito». Alla fine il colpo di scena, ancora tutto da chiarire nei tempi e modi, che sembra coinvolgere tutti i suoi uomini: «Per salvare vite umane, l\\\'intera guarnigione di Mariupol sta attuando la decisione (di evacuazione, ndr) approvata dal Comando supremo e spera nel sostegno del popolo ucraino».
Per i feriti era già un successo a metà: i militari in pericolo di vita saranno trasferiti nell\\\'ospedale di Novoazovsk, nel territorio del Donbass controllato dai separatisti. La vicepremier Iryna Vereshchuk stava trattando segretamente da giorni per trovare una soluzione umanitaria. Il cessate il fuoco e corridoio umanitario concordati fra i contendenti doveva coinvolgere i feriti più gravi, almeno 60, ma poi sembra essersi allargata a centinaia di militari mutilati o con ferite più lievi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva dichiarato nella notte fra domenica e lunedì che «continuiamo trattative molto complicate e delicate per salvare la nostra gente da Azovstal». Troppe volte i corridoi umanitari per i civili, da Mariupol e nel resto del paese, non venivano rispettati ed i civili in fuga sono finiti sotto tiro. Non solo: l\\\'acciaieria è sotto costanti e pesanti bombardamenti. Solo nelle prossime ore sarà chiaro che fine faranno gli ultimi difensori.
Il presidente russo Vladimir Putin, bolla gli uomini dell\\\'Azov «come nazisti trasformati in eroi», ma se li massacra seppellendoli sotto tonnellate di bombe li farà diventare dei martiri. Il suo obiettivo è costringerli alla resa o catturarli, in una maniera o nell\\\'altra vivi, per mostrarli al mondo e all\\\'opinione pubblica interna come trofei. E processarli, come hanno cominciato a fare gli ucraini con un giovane sergente russo che ha sparato a bruciapelo a dei civili. Il governo di Kiev deve avere tentato una «missione impossibile» per salvarli o evacuarli, forse con uno scambio di prigionieri eccellenti. Gli ucraini hanno arrestato in aprile, Viktor Medvedchuk, oligarca filo russo che avrebbe dovuto prendere il posto di Zelensky se i russi avessero catturato o ucciso il presidente instaurando un governo fantoccio. Nelle mani di Kiev ci sono anche diversi ufficiali, che potrebbero allettare almeno il ministero della Difesa di Mosca.
La Turchia aveva pronta da giorni una nave per evacuare tutti superstiti dell\\\'Azovstal, in caso di scambio ad alto livello con via libera da Mosca e Kiev. E le consorti di Azov hanno pure chiesto «allo stimato Xi Jinping di fare di tutto per salvare i difensori di Mariupol». Nell\\\'intricata vicenda non manca l\\\'imbarazzo della Nato per i volontari stranieri asserragliati nell\\\'acciaieria. Si parla di tre ex soldati britannici, almeno due veterani della missione in Afghanistan. Però potrebbero esserci anche altri.
[continua]

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07 marzo 2014 | TG5 | reportage
In Crimea arrivano i volontari serbi
SEBASTOPOLI - Folti barboni, mimetiche, coltellacci alla cintola e sulla spalla il teschio con le tibie incrociate, simbolo del sacrificio in nome del popolo slavo. Si presenta così una ventina di cetnici, i paramilitari serbi, arrivati in Crimea per dare man forte ai filo russi. Non è stato facile trovare l’avanguardia dei “lupi” come vengono chiamati i volontari giunti dalla Serbia.

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20 luglio 2014 | Russia 1 | reportage
Gli uomini neri
La guerra civile in Ucraina sempre più sanguinosa e dimenticata schiera in prima linea un reparto fedele a Kiev, che arruola volontari europei provenienti da Italia, Svezia, Finlandia, paesi Baltici e Francia. Il battaglione Azov, accusato di simpatie naziste, sta combattendo con i suoi 250 uomini sul fronte orientale dell'Ucraina contro i ribelli filo russi. Una dozzina di volontari stranieri, che giurano di non venir pagati, hanno già prestato giuramento. Altri 24 stanno arrivando e su Facebook, il veterano francese della guerra in Croazia, Gaston Besson, ha lanciato da Kiev un appello all'arruolamento. Per giorni abbiamo seguito dalla base di Berdyansk, nell'est del paese, il battaglione Azov, che è sotto il controllo del ministero dell'Interno. Fra i volontari europei, l'italiano Francesco F. ha lasciato la vita da manager per combattere al fianco degli ucraini contro i ribelli filo russi. Il cecchino svedese, Mikael Skillt, uno dei pochi a parlare a viso scoperto, ha una taglia dei separatisti sulla testa. E fra loro c'è pure un russo che vorrebbe abbattere il governo di Mosca. Per il colore della divisa e la provenienza dall'estrema destra ucraina ed europea sono conosciuti come "gli uomini neri".

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03 marzo 2014 | TG5 | reportage
In Crimea ultimatum dei russi alle basi ucraine


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26 maggio 2014 | RadioVaticana | intervento
Ucraina
Il nuovo presidente ucraino e la guerra civile nell'Est
I rapporti con Mosca, la crisi economica, la secessione del Donbas e lo spettro della guerra civile sempre più sanguinosa.

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16 aprile 2014 | Radio IES | intervento
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Una nuova Crimea


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27 marzo 2014 | La notte di radio uno | intervento
Ucraina
Crimea, i trenta giorni che sconvolsero l'Europa


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