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12 maggio 2023 - Prima - Ucraina - Il Giornale
Zelensky, missione a Roma Incontro con Meloni e il Papa
Missione a sorpresa del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Roma. Ancora niente di certo ed ufficiale, ma dal Vaticano trapela la possibilità di un incontro domani con il Papa.
Se Zelensky arrivasse sabato vedrà anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni probabilmente domenica, il giorno dopo. E si profila anche un faccia a faccia al Quirinale con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ieri ha ribadito: «Contrastare Mosca, ma cercare un approdo di pace». Dettagli ancora da definire per la prima visita in Italia dall’inizio dell’invasione russa. Zelensky prevede una puntata in Germania nel solco del tour diplomatico che ha già iniziato in vista dell’annunciata controffensiva.
In Italia il blitz sarà diviso in due secondo lo schema «bastone e carota». Da una parte la linea dura con la solita richiesta al governo italiano di sostenere la resistenza ucraina, anche con nuove forniture di armi.
Dall’altra la possibile apertura ad un tentativo di pace che Papa Francesco auspica da tempo muovendosi attraverso canali segreti con Mosca. E non è un caso che il Santo Padre abbia ricevuto, un paio di settimane fa, il premier ucraino, Denys Shmyhal per consegnargli un messaggio diretto a Zelensky. La guerra continua più aspra che mai, soprattutto attorno alla Stalingrado ucraina di Bakhmut. La situazione, però, è di sanguinoso stallo, per ora: i russi non riescono ad avanzare nel Donbass e gli ucraini non lanciano ancora l’offensiva, ma potrebbe essere un voluto depistaggio per attaccare a sorpresa. Il Pentagono aveva già fatto capire che si andrà avanti nella guerra senza quartiere tutto l’anno, con un’impennata estiva, ma poi i due eserciti saranno come pugili suonati all’ultimo gong.
La premier Meloni non mancherà di ribadire l’appoggio anche militare a Kiev, ma allo stesso tempo inviterà a trovare una via d’uscita basata sul negoziato, anche se una tregua significherebbe congelare le posizioni dell’occupazione russa. Un’ipotesi difficilmente accettabile per Zelensky.
Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa dell’Ucraina, ha dichiarato nelle ultime ore, che alcuni Paesi «stanno cercando di far sedere l’Ucraina al tavolo dei negoziati con la Russia, alle condizioni di Mosca». La visita lampo di Zelensky in Germania, prima di Roma, sarà un altro tassello per ribadire la difesa dell’Ucraina davanti all’aggressione russa, ma pure per spingere il presidente combattente ad accettare la partita del negoziato.
Il Vaticano ha in mente un piano sicuramente più articolato e Papa Francesco avrebbe la caratura morale necessaria per mediare, ma dovrebbe trovare una sponda seria nel Cremlino con l’aiuto della chiesa ortodossa, che al momento sembra votata alla «guerra santa» contro Kiev. La stessa visita di Zelensky in Vaticano potrebbe essere l’inizio di una mediazione.
Sul tavolo anche l’accordo sul grano, successo della diplomazia grazie alla Turchia, che il 18 maggio rischia di non venire rinnovato per il mancato accordo sulla proroga.
In queste ultime settimane i venti non di guerra, ma di pace, soffiano seppure debolmente con la missione in Europa di Wang Yi, ministro degli Esteri cinese. Ieri l’alto diplomatico ha incontrato il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Biden, Jake Sullivan, a Vienna per parlare di Ucraina e sicurezza globale. Un tempo Roma era «caput mundi» e magari da questo fine settimana potrebbe diventare capitale della speranza di pace per il conflitto nel cuore dell’Europa.
[continua]

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07 marzo 2014 | TG5 | reportage
In Crimea arrivano i volontari serbi
SEBASTOPOLI - Folti barboni, mimetiche, coltellacci alla cintola e sulla spalla il teschio con le tibie incrociate, simbolo del sacrificio in nome del popolo slavo. Si presenta così una ventina di cetnici, i paramilitari serbi, arrivati in Crimea per dare man forte ai filo russi. Non è stato facile trovare l’avanguardia dei “lupi” come vengono chiamati i volontari giunti dalla Serbia.

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20 luglio 2014 | Russia 1 | reportage
Gli uomini neri
La guerra civile in Ucraina sempre più sanguinosa e dimenticata schiera in prima linea un reparto fedele a Kiev, che arruola volontari europei provenienti da Italia, Svezia, Finlandia, paesi Baltici e Francia. Il battaglione Azov, accusato di simpatie naziste, sta combattendo con i suoi 250 uomini sul fronte orientale dell'Ucraina contro i ribelli filo russi. Una dozzina di volontari stranieri, che giurano di non venir pagati, hanno già prestato giuramento. Altri 24 stanno arrivando e su Facebook, il veterano francese della guerra in Croazia, Gaston Besson, ha lanciato da Kiev un appello all'arruolamento. Per giorni abbiamo seguito dalla base di Berdyansk, nell'est del paese, il battaglione Azov, che è sotto il controllo del ministero dell'Interno. Fra i volontari europei, l'italiano Francesco F. ha lasciato la vita da manager per combattere al fianco degli ucraini contro i ribelli filo russi. Il cecchino svedese, Mikael Skillt, uno dei pochi a parlare a viso scoperto, ha una taglia dei separatisti sulla testa. E fra loro c'è pure un russo che vorrebbe abbattere il governo di Mosca. Per il colore della divisa e la provenienza dall'estrema destra ucraina ed europea sono conosciuti come "gli uomini neri".

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14 marzo 2014 | TG5 | reportage
Gli italiani di Crimea
Gli italiani di Crimea, emigrati nella penisola oltre duecento anni fa, furono deportati in Siberia e decimati da Stalin, che li considerava una spina nel fianco durante la seconda guerra mondiale. Poi sono tornati a Kerch, vicino all'ex confine con la Russia. Gli italiani di origine sono ancora 500.

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16 aprile 2014 | Radio IES | intervento
Ucraina
Una nuova Crimea


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27 marzo 2014 | La notte di radio uno | intervento
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Crimea, i trenta giorni che sconvolsero l'Europa


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26 maggio 2014 | RadioVaticana | intervento
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Il nuovo presidente ucraino e la guerra civile nell'Est
I rapporti con Mosca, la crisi economica, la secessione del Donbas e lo spettro della guerra civile sempre più sanguinosa.

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