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05 settembre 2026 - Attualità - Serbia - Il Giornale
Il cadavere di Mladic fa litigare Serbia e Ue
Fausto Biloslavo 
A Belgrado Ratko Mladic verrà commemorato questa mattina con gli onori militari e lunedì ci sarà il funerale di massa. Il figlio Darko, accusa il tribunale dell’Aja, che lo ha condannato all’ergastolo per genocidio, crimini contro l’umanità e di guerra di “averlo ucciso davanti ai miei occhi” negli ultimi mesi di malattia. L’Unione europea protesta per la “glorificazione” di Mladic e la Commissaria all’Allargamento, Marta Kos, ha annullato una visita prevista a Belgrado. Il presidente serbo, Aleksandar Vucic, che Non andrà al funerale, se l’aspettava e l’ha definita una decisione “stupida”. 
La salma di Mladic, deceduto dietro le sbarre a L’Aja, è arrivata mercoledì pomeriggio a Belgrado con un volo governativo. Il figlio Darko ha tenuto ieri una conferenza stampa per annunciare i dettagli del funerale. Al suo fianco c’era il ministro della Giustizia, Nenad Vujić. “I momenti più dolorosi sono stati gli ultimi due mesi - ha dichiarato - quando mio padre è stato ucciso davanti ai miei occhi”. L’Aja ha rifiutato fino all’ultimo la scarcerazione, per motivi umanitari, del macellaio di Srebrenica molto malato. “L'omicidio del generale Mladić è stato perpetrato attraverso cure negligenti e la somministrazione deliberata di oppiacei troppo potenti, che alla fine hanno portato alla sua morte” ha accusato il figlio.
Questa mattina alle 12 è prevista una commemorazione alla Casa delle Forze armate serbe alla presenza di un numero ristretto di persone fra familiari, militari e autorità. Un ricordo ufficiale, ma a porte chiuse. Il funerale vero e proprio è previsto lunedì con l’esposizione della bara dalle 7 alle 12 nella chiesa di San Luca a Košutnjak, a sud di Belgrado. Il corteo funebre si avvierà verso il cimitero di Topčider, dove la cerimonia dovrebbe concludersi verso le 14 con la sepoltura di Mladic accanto alla tomba della figlia. Ana si sparò alla testa con la pistola del padre dopo avere scoperto che aveva le mani sporche di sangue anche del suo fidanzato mandato al fronte e ucciso in Bosnia. Il generale ha sempre sostenuto che la figlia adorata sia “stata assassinata”. 
Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prévot, ha scritto su X: "Aborro la glorificazione pubblica di Ratko Mladic, criminale di guerra deceduto e condannato per il genocidio di Srebrenica”. Vucic ha risposto alla mancata visita di Kos e alla levata di scudi internazionale chiedendo in maniera provocatoria “avremmo dovuto vietare il funerale?”. E ha aggiunto che “i serbi sono stanchi di menzogne e inganni, dell'espropriazione dei territori e delle punizioni inflitte solo a noi, mentre tutti gli altri vengono assolti”.
Al funerale del “comandante dell’esercito della Republika Srpska” di Bosnia, durante il conflitto etnico, sono attese migliaia di persone. Il mondo lo considera un boia di guerra, ma per una bella fetta di serbi è un eroe.
[continua]

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13 ottobre 2010 | Porta a porta | reportage
Le tigri serbe non fanno prigionieri
Kosovo je Srbija (il Kosovo serbo) gridano gli hooligan di Belgrado durante le partite di calcio. Per loro la ferita della provincia albanese indipendente rimarr sempre aperta. Giovani, spesso minorenni, studenti o disoccupati, passano facilmente dalle curve degli stadi alle manifestazioni di piazza. Ed il tifo si trasforma in cieca violenza. Sfasciano i Mac Donald, simbolo americano e se la prendono con il governo di Belgrado che vuole entrare in Europa. Nel 2008, dopo la dichiarazione di indipendenza del Kosovo, attaccano lambasciata Usa a Belgrado. Dal balcone al primo piano fanno sventolare la bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate. Un simbolo che si rif ai cetnici, i partigiani anti nazisti e anticomunisti, durante la seconda guerra mondiale. Lo stesso simbolo sulla maglietta indossata dal capo degli ultr serbi calati a Genova. I pi famosi sono i Delje, i coraggiosi della Stella Rossa di Belgrado, assieme ai Grobari, i becchini del Partizan. Acerrimi rivali negli stadi, durante le manifestazioni di piazza si alleano per sfasciare tutto. La Stella rossa il club calcistico con il pi alto numero di dirigenti collusi con la mafia balcanica. La leggenda nera degli ultr serbi Zeliko Raznatovic. Il famigerato Arkan, limmortale, ucciso nel 2000 a Belgrado a raffiche di mitra. Durante la guerra etnica che distrugge la Jugoslavia arruola i tifosi pi violenti. Le Tigri, che non fanno prigionieri, come spiega lo stesso Arkan: Li ammazziamo subito, con un colpo di pistola alla testa,. Dopo la sua morte la tifoseria continua a venir pilotata. I manager di alcune squadre sono vicini agli oppositori ultranazionalisti di Tomislav Nikolic. Il successore di Vojislav Seselj, dietro le sbarre a LAja, con laccusa di crimini di guerra. Fra gli ultr non mancano gli estremisti di destra del gruppo Onore, che difende i criminali di guerra serbi, come lultimo super latitante, Ratko Mladic. Gli stessi che domenica scorsa si scatenano a Belgrado contro il Gay pride. Non un caso che gli ultr attaccano a colpi di slogan soprattutto il presidente serbo Boris Tadic. Europeista convinto, ha voltato pagina con le tragedie della pulizia etnica ed grande amico del nostro paese. Dallo scorso anno Italia e Serbia sono alleati strategici nei Balcani e Roma spinge per lingresso di Belgrado nellUnione europea. I nostalgici del passato fomentano i giovani tifosi per impedirlo.

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