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10 luglio 2017 | Studio Aperto | reportage

Inferno libico per i migranti


Libertà, libertà invocano i migranti africani bloccati nell’inferno libico Nei centri di detenzione del ministero dell’Interno sarebbero richiusi in 7mila,ma in tutta la Libia le persone in attesa che i barconi ricomincino a partire verso l’Italia sono fra il mezzo milione e gli 800mila Una delle più grandi prigioni di migranti, a sud di Tripoli, costruita dagli italiani ai tempi del colonello di Gheddafi ci apre le porte Il comandante del campo mostra dove sono bloccati i disgraziati in mano ai trafficanti ed i punti di partenza sulla costa Le deposizioni di chi è stato fermato rivelano che i bengalesi arrivano in aereo per 6mila euro passando da Dubai, il Sudan e atterrando a Tripoli con finti permessi di lavoro Questo giovane sopravissuto racconta la storia drammatica di quando il motore del gommone si è fermato I migranti sono detenuti in una ventina di centri libici di detenzione Tutti vogliono tornare a casa e mostrano i fogliettini di registrazione per il rimpatrio, ma ci vogliono mesi o talvolta un anno e più L’agenzia dell’Onu per i rimpatri non ha abbastanza fondi e la procedura è molto lenta Con pochi vestiti, in un lezzo di carne umana sotto chiave, i migranti economici provenienti dall’Africa occidentale sopravvivono in questa baracche dormendo per terra E non ci sono solo musulmani manca tutto dall’assistenza medica a pasti decenti Le guardie cercano di fare il possibile e si rendono conto delle condizioni inumane, ma i fondi sono minimi. Il comandante si scaglia contro l’Europa che promette aiuti, ma secondo il colonnello in questo centro non arriva un euro Le partenze per l’Italia sono drasticamente diminuite grazie ad un accordo con le milizie che garantivano protezione ai trafficanti in città costiere come Sabrata Molti dei migranti che ci provano ancora vengono intercettati in mare e portati nel centro di detenzione di Tripoli Hassan Bedy del Ghana ripete una storia già sentita: “Ci hanno garantito (gli scafisti) che gli italiani sarebbero venuti a soccorrerci. Ed io li ho visti” Le donne come la giovane Gwasa sono partite perché le hanno detto che in Italia i migranti “hanno privilegi rifugio e cibo” L’illusione cozza con i luridi cameroni e gabbie che l’aspettano nell’inferno libico


articoli
23 settembre 2017 | Il Giornale | reportage
Guerra tra Ong: indagata anche Save the children
[continua] [www]

30 marzo 2017 | Panorama | reportage
Indagine sulle Ong al di sopra di ogni sospetto
[continua]

05 agosto 2017 | Il Giornale | reportage
Nelle chat segrete delle Ong il prete amico della Boldrini
[continua] [www]

07 settembre 2017 | Panorama | reportage
I trafficanti ricercati a Trapani sono quelli che garantiscono lo stop agli sbarchi
[continua]

13 agosto 2017 | Il Giornale | reportage
“Segnali e bugie: così le Ong proteggevano i trafficanti”
[continua] [www]

12 agosto 2017 | Il Giornale | reportage
Le accuse del gip ai volontari: “Quelle consegne concordate e le barche ridate agli scafisti”
[continua] [www]

27 aprile 2017 | Panorama | reportage
Libia anche i rimpatri sono pilotati
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[altri articoli]
radio

26 agosto 2011 | Radio Città Futura | intervento
Libia
I giornalisti italiani rapiti a Tripoli


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06 marzo 2011 | Panorama | intervento
Libia
Diario dalla Libia
Diario dalla Libia

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29 aprile 2011 | Spazio Radio | intervento
Libia
Piegare Gheddafi e preparare l'intervento terrestre
Gli americani spingono con insistenza per un maggiore coinvolgimento dell’Italia nel conflitto in Libia, non solo per passare il cerino politico agli europei. L’obiettivo finale è piegare il colonnello Gheddafi e far sbarcare una forza di interposizione in Libia, con ampia partecipazione italiana. Un modello stile ex Yugoslavia, dove il contingente occidentale è arrivato dopo l’offensiva aerea.

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09 marzo 2011 | Panorama | intervento
Libia
Diario dalla Libia
Diario dalla Libia

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26 aprile 2011 | Radio 101 | intervento
Libia
Con Luxuria bomba e non bomba
Il governo italiano, dopo una telefonata fra il presidente americano Barack Obama ed il premier Silvio Berlusconi, annuncia che cominciamo a colpire nuovi obiettivi di Gheddafi. I giornali titolano: "Bombardiamo la Libia". E prima cosa facevamo? Scherzavamo con 160 missioni aeree dal 17 marzo?

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